
Velocità ingegneristica al servizio della creatività: Nicolas Burtnyk spiega come costruire il futuro del rendering
Nicolas Burtnyk ha basato gran parte della sua carriera su un'idea molto semplice: la creatività fiorisce quando non ci sono ostacoli. Ha imparato fin da subito che gli strumenti più veloci non solo fanno risparmiare tempo e denaro, ma cambiano anche il modo in cui gli artisti pensano, sperimentano e creano. In Maxon, Nic guida l'evoluzione di Redshift, strumento che ha contribuito a creare e lanciare sul mercato, tenendo fede a questa convinzione.
Formatosi come informatico, Nic è sempre stato attratto dal punto d'incontro tra matematica, logica e arte, creando sistemi che permettono agli artisti di seguire il flusso creativo senza dover attendere il completamento dei vari processi. Unendo passione e talento, ha iniziato la sua carriera in uno studio di videogiochi insieme ai suoi futuri cofondatori, Panos Zompolasand e Rob Slater. L'idea che alla fine si sarebbe trasformata in Redshift non è nata da un business plan, ma da un episodio frustrante vissuto da un character artist che si lamentava dei tempi di rendering di una semplice animazione fatta a casa: dopo un'intera notte di rendering, al risveglio il lavoro era ancora in corso. Nello stesso periodo, le GPU stavano diventando molto più potenti, grazie ai progressi nella grafica in tempo reale.
Quel momento ha dato origine a un'idea: e se il rendering professionale potesse essere radicalmente più veloce? E se lo stesso hardware che alimenta i videogiochi potesse essere usato per accelerare la generazione di immagini fotorealistiche?
Puntare tutto sulla velocità per migliorare davvero la creatività
Il rendering è il motore invisibile alle spalle di ogni fotogramma fotorealistico, trasformando una scena digitale in un'immagine finale. Per i film hollywoodiani e le cinematiche di videogiochi AAA, servono infrastrutture enormi, e anni, forse secoli, di tempi di calcolo per ottenere risultati. Prima dell'arrivo di strumenti come Redshift, renderizzare immagini di qualità cinematografica su computer desktop di fascia consumer era impensabile. Nic spiega: "Per eseguire il rendering di tutti i fotogrammi di un film d'animazione su una sola macchina, sarebbe stato necessario avviarlo nell'Età del Bronzo, nel periodo in cui furono costruite le Piramidi di Giza in Egitto, per finirlo in tempo".
Per diversi anni, Redshift è stato un progetto portato avanti la sera tardi e nei fine settimana, in aggiunta al lavoro a tempo pieno, finché il team non si è reso conto di avere tra le mani qualcosa di davvero importante che non poteva più rimanere un progetto secondario. "Per lanciare questo strumento sul mercato e avere successo, dovevamo davvero impegnarci a fondo," dice Nic. Il team ha fatto il grande passo integrando Redshift nel 2012, e dedicandosi completamente alla creazione di un prodotto che mettesse in discussione le convinzioni consolidate sulle prestazioni di rendering.
Fin dall'inizio Redshift è cresciuto grazie agli scambi diretti con tanti artisti. Il team si è inserito nei forum degli utenti, nelle discussioni via e-mail e nelle conversazioni individuali, dedicando ogni giorno diverse ore a rispondere alle domande e a risolvere i problemi insieme ai propri clienti. Gli artisti non parlavano con il personale di supporto, bensì con gli ingegneri che scrivevano il codice! Questo approccio dal basso per costruire la tecnologia è stato l'ingrediente chiave che li ha portati al successo.
Il punto di svolta: dallo scetticismo alla diffusione su larga scala
Quando Maxon entra in scena, Redshift era già molto più di una startup improvvisata guidata da ingegneri. La tecnologia era collaudata, la diffusione tra gli utenti accelerava e la community era forte, ma mantenere questo slancio diventava sempre più difficile. Per scalare non basta scrivere codici. Servivano risorse, partnership, infrastrutture e un ritmo non sostenibile per un piccolo team guidato dai fondatori che lavorava senza sosta.
"Sapevamo che stavamo arrivando a un punto di svolta in cui dovevamo crescere oltre questa dimensione di startup. Il ritmo con cui stavamo gestendo le cose da soli non sarebbe stato sostenibile." Era il momento di cercare un partner.
Maxon offriva qualcosa che Redshift non poteva raggiungere da sola: la possibilità di raggiungere un numero esponenzialmente maggiore di artisti, in modo più rapido, preservando al contempo i valori che avevano plasmato il prodotto fin dall'inizio. L'ingresso in Maxon ha significato abbracciare lo stesso obiettivo centrale, ossia dare potere agli artisti attraverso velocità, libertà creativa e performance potenti e di alto livello, estendendo tutto questo a una comunità creativa globale.
Il rendering cinematografico approda nelle visualizzazioni architettoniche e di prodotto
Per gran parte della sua esistenza Redshift era stato strettamente associato agli effetti visivi di alto livello, all'animazione e al motion design, settori in cui la velocità di rendering e la qualità dell'immagine sono fondamentali. Quella stessa tecnologia viene ora estesa in nuovi ambiti creativi e professionali, in particolare nella visualizzazione architettonica e di prodotto.
A livello tecnico, le sfide che architetti e designer di prodotto devono affrontare sono sorprendentemente simili a quelle del cinema e degli effetti speciali: scene complesse, clienti esigenti e la necessità di comunicare chiaramente le idee prima di costruire qualsiasi cosa. Quello che è cambiato negli ultimi anni è l'hardware. Le GPU moderne ora includono accelerazioni dedicate al ray tracing, mentre i progressi nel denoising e nell'upscaling alimentati dall'AI hanno portato ad un realismo quasi cinematografico in tempo reale. La soluzione Archviz è supportata da Maxon Capsules, una libreria in continua espansione aggiornata mensilmente che include materiali, piante, arredi ed elementi ambientali, progettata per accelerare la costruzione delle scene senza compromettere la qualità. Man mano che la soluzione AEC evolve, evolve anche la libreria di Capsule, garantendo ad architetti e progettisti l'accesso a risorse rilevanti e pronte per la produzione che tengano il passo con i loro flussi di lavoro.
"Ci sono tantissime analogie tra lo stack tecnologico usato nei media e nell'intrattenimento e quello della visualizzazione architettonica e di prodotto. Sappiamo che Redshift può apportare enormi benefici a questo mercato, e ci stiamo impegnando al massimo per realizzare questa strategia."
Questo cambiamento apre le porte a workflow completamente nuovi. Invece di aspettare ore per le immagini finali, i designer possono esplorare dinamicamente illuminazione, materiali e opzioni di design, prendendo decisioni più rapide e sicure grazie ad ambienti di lavoro che rispondono in tempo reale a parametri reali. Per Nic questo significa molto più che entrare in un nuovo mercato. Si tratta di applicare i punti di forza fondamentali di Redshift per aiutare i professionisti a visualizzare e sviluppare le proprie idee, ridurre gli ostacoli e comunicare l'intento in modo più efficace, indipendentemente dal settore creativo.
Grazie alle integrazioni pianificate con i principali strumenti AEC, Maxon sta investendo a lungo termine per offrire capacità di rendering di fascia alta ad architetti, interior designer e ingegneri, senza obbligarli a cambiare il loro modo di lavorare.
Non si tratta di una semplice integrazione, né di un esperimento a breve termine. La strategia di espansione AEC di Maxon si basa su una serie crescente di integrazioni native con le principali piattaforme CAD e BIM, tra cui Vectorworks (ora disponibile sul mercato), Autodesk Revit® (attualmente in versione beta) e Graphisoft Archicad (versione beta in arrivo entro la fine dell'anno), con ulteriori integrazioni previste fino al 2027. Invece di costringere gli architetti ad adottare nuovi strumenti, Redshift è pensato come un plugin nativo all'interno delle piattaforme già utlizzate dagli utenti, creando un ponte fluido tra anteprime di design in tempo reale e rendering finale di qualità cinematografica.
"Noi non la consideriamo un'integrazione isolata. Intendiamo offrire rendering di qualità cinematografica nei flussi di lavoro architettonici, con una roadmap di integrazioni e funzionalità pensate per supportare il modo in cui gli architetti lavorano realmente."
Oltre alla visualizzazione architettonica, Maxon vede il futuro del rendering anche nella creazione di "gemelli digitali", cioè copie digitali accurate di prodotti reali pronte per la produzione. Basata sulla stessa tecnologia di Cinema 4D e alimentata da una versione semplificata di Redshift, l'app separata Digital Twin di Maxon permette alle aziende di creare rappresentazioni 3D accurate dei loro prodotti, da sfruttare in una vasta gamma di processi di lavoro di marketing di prodotto.
Digital Twin offre un ambiente semplificato per trasformare modelli CAD o asset 3D in repliche digitali accurate, ambito in cui l'AI generativa non può proprio competere. "Per i brand la cui identità risiede nei dettagli dei prodotti, Digital Twin garantisce che ogni rendering riproduca fedelmente la geometria, i materiali e la "firma visiva" dell'originale, in ogni versione e output."
Rimanere fedeli ai principi fondamentali di Redshift
Anche se Redshift continua a evolversi, i principi che l'hanno plasmato fin dall'inizio rimangono gli stessi. La performance è essenziale, perché la velocità definisce lo slancio creativo. La flessibilità garantisce che artisti e studios possano adattare i flussi di lavoro alle proprie esigenze. La scalabilità permette al software di crescere da una singola workstation agli ambienti di produzione più esigenti. La stabilità infonde fiducia, specialmente nelle pipeline trainate da GPU. E un ampio supporto hardware garantisce che gli artisti non siano vincolati da piattaforme o dispositivi.
Guardando al futuro, Redshift punta su un'interattività più profonda, un uso più intelligente dell'accelerazione hardware e un continuo perfezionamento dei flussi di lavoro che mantengano gli artisti nel flusso della creazione. Le funzionalità abilitate dall'AI ricoprono un ruolo di supporto in tutta questa evoluzione. I progressi nella riduzione del disturbo e nell'upscaling trainati dall'AI, combinati con un ray tracing accelerato dall'hardware, permettono a Redshift di fornire immagini più nitide ad alta velocità senza compromettere la qualità.
Per Nic l'AI non eliminerà la figura dell'artista, ma ridurrà le interferenze, abbrevierà i circuiti di feedback e aiuterà i professionisti creativi a prendere decisioni migliori più rapidamente. "L'obiettivo è sempre stato rimuovere le barriere tra immaginazione ed esecuzione, su qualsiasi scala. Ciò che mi spinge a fare questo lavoro è consentire ad artisti e designer a dare il meglio di sé, offrendo strumenti efficaci per esprimersi attraverso la narrazione visiva."
Mentre Redshift si espande in nuovi settori e processi di lavoro, questa missione rimarrà invariata: costruire strumenti di cui artisti e designer possano fidarsi, su cui possano contare e con cui possano crescere, ovunque la creatività li porti.