Un Campionato Molto Personale

Una gara di droni ultra-veloci con Cinema 4D e Octane Render.

By Steve Jarratt

Le gare di Droni sono un nuovo ed emozionante sport dove i piloti si sfidano guidando i velivoli attraverso una serie di percorsi ed ostacoli. I droni sono dotati di telecamere che inviano un feedback video agli occhiali FPV del pilota, permettendogli di guidare il mezzo come se si trovasse effettivamente a bordo.

Per la stagione Tv del 2016, la Drone Racing League aveva bisogno di un filmato promozionale che presentasse tale sport, più una serie di spot, qualche grafica per le classifiche e alcuni adverts digitali. Tutto questo è stato affidato a Dazzle Ship, uno studio di produzione che si trova nell’area di Shoreditch nell'East End di Londra, i cui clienti includono Adidas, Asics, Bloomberg e WaterAid.

Il direttore creativo Alex Donne-Johnson ci racconta come i video promozionali per la DRL abbiano richiesto un po' di astuzia nell’approccio: “Da un lato volevamo addestrare lo spettatore circa alcuni aspetti tecnici delle gare di droni; dall’altro volevamo aggiungere una narrazione che amplificasse l’esaltazione della gara. Ci sono piloti altamente qualificati, gare intense, scontri e percorsi elaborati in modo sorprendente. Il nostro ruolo era quello di occuparci del branding del canale tv per le serie successive, e la cosa più importante era proprio lo show d’apertura".

Dato che la maggior parte degli spettatori non capisce ancora cosa sia una corsa di droni, il team di Dazzle Ship ha dovuto usare un po' di destrezza per colpire nel segno. “E’ un concetto del tutto nuovo, a metà tra realtà e fantascienza ”, spiega Alex. “E’ una sorta di gioco per computer, che però ha conseguenze nel mondo reale. Il problema che DRL ha dovuto affrontare è che la gente pensava fosse solo un videogame e non aveva compreso gli aspetti reali dei giocatori, l'uso degli occhiali FPV e gli avversari altamente qualificati. Lo scopo dello spot introduttivo era quello di istruire lo spettatore e nel contempo di trasportarlo in un mondo di futuristica fantascienza che rappresentasse l'esperienza delle corse di droni. Se fosse risultato troppo “informativo” sarebbe stato considerato mediocre; se fosse stato troppo fantascientifico la gente avrebbe faticato a capire il concetto”.

Per dare la giusta impronta, la sequenza inizia con un mix di riprese live action e droni CG fotorealistici, per fondere lo sport con la realtà. In seguito lo spettatore viene trasportato in un ambiente più concettuale, stilizzato, con ampi spostamenti della telecamera che si muove attraverso le piste sottolineate dai neon. "Gli aspetti del mondo reale si sono mostrati davvero importanti per la narrazione” dice Alex "ma abbiamo dovuto integrarli trovando un modo di incarnare l'atmosfera di una gara di droni”.

Alex ammette che l’ostacolo creativo maggiore è stato quello di dover incorporare così tanti aspetti delle gare di droni restando nei limiti dei tempi programmati. Il team di quattro persone aveva solo 4 settimane per realizzare il brief. “In sostanza avevamo poco tempo rispetto al livello di qualità che volevamo ottenere. Per il cliente era fondamentale rispettare i tempi dati dal emittente”.

Per riuscire a consegnare il progetto nei tempi previsti, Dazzle Ship ha impiegato Octane Render, il motore di rendering universale di Otoy. Octane sposta la pipeline dalla CPU alla GPU, offrendo una rapida anteprima interattiva proprio all'interno di Cinema 4D. "La ragione per cui abbiamo scelto Octane erano i tempi di consegna”, spiega Alex. "Sapevamo che avremmo dovuto creare delle bozze concettuali piuttosto velocemente e in alcuni casi fare dei piccoli ritocchi al volo da inviare al cliente. Octane è molto versatile in questo senso, perché ti consente di apportare modifiche e di renderizzare immagini di buona qualità in modo rapido. Le render-farm GPU sono ormai sempre più diffuse, tuttavia abbiamo scelto di renderizzare tutto localmente con il maggior numero possibile di GPU”.

Il video inizia con lo shot di un pilota umano che indossa gli occhiali FPV, completi con le coperture high-tech obbligatorie e gli elementi di interfaccia utente aggiunti in Adobe After Effects. Lo shot poi vira decisamente al drone digitale, dove vi rotori vengono spinti in accelerazione per decollare dalle piattaforme di lancio con un tocco di slow-motion. Il modello del drone è stato fornito come mesh 3ds Max, ma è stato ricostruito al 90% per consentire un texturing e un’animazione adeguati in Cinema 4D.

Una volta in volo, la prospettiva passa alla camera frontale del drone che domina la pista, un costrutto futuristico di metallo lucido e di luci incandescenti con un chiaro accenno a Tron 2.0. "Tutte le piste sono state costruite in Cinema 4D seguendo la rigorosa direzione artistica", spiega Alex, "e tutto questo è stato renderizzato in Octane per la sua velocità, per il realismo e per la sua capacità di fornire un’anteprima di alta qualità in tempo reale."

I tunnel sono stati creati usando delle mesh clonate lungo delle spline, mentre i percorsi sono stati realizzati con l'oggetto Sweep applicato a spline dettagliate per generare forme complesse. Per ottenere un buon riflesso metallico è stato usato un ambiente HDRI con un gradiente per un maggior senso di variazione. “La nostra idea era mantenere l’illuminazione più realistica possibile, così la maggior parte di essa proviene dall’utilizzo di texture emissive su oggetti emittenti.

L'effetto dei neon è un mix di luci e di materiali emittenti. “Abbiamo usato con molta parsimonia le sorgenti di luce reale” racconta Alex, “principalmente in aree altrimenti troppo scure, ma sempre nel modo più naturale possibile. Si deve evitare di usare il nero puro perché si rischia che diventi troppo scuro. Si deve usare un grigio e poi regolare la gradazione in post produzione, se necessario. Sapevamo di dover scurire la scena solo in misura tale da far risaltare le scie luminose”.

I droni, viaggiando ad alta velocità nel panorama fantascientifico, rilasciano tracce incandescenti nella loro scia: un effetto che abbiamo prodotto con un metodo poco ortodosso. “Le scie luminose sono state create con l’Oggetto Hair di Cinema 4D per la sua velocità nel rendering”, spiega Alex. “Hair sembrava funzionare molto bene insieme a  Octane ed era piuttosto versatile in termini di texturing e illuminazione. Abbiamo usato materiali emittenti per creare un bagliore realistico. Le sequenze sono state renderizzate con molti passaggi e le scene hanno subito una decisa fase di compositing in After Effects”.

Ad un certo punto i droni escono dal percorso e si dirigono verso un paesaggio urbano, anch’esso modellato in Cinema 4D. Il layout è basato su una griglia derivante da una serie di linee originate dal logo DRL, svelato verso la fine della sequenza con un effetto pullback.

Il team ha renderizzato una varietà di pass, usando un Pass emettitore per migliorare le scie luminose e poi altri pass quali Occlusione Ambientale, Speculare e Illuminazione, in base alla scena. Sono stati usati anche altri pass, come Motion Vector e Profondità per il motion blur e altri effetti durante il compositing. "Non abbiamo usato il Motion Blur di Octane", ha commentato Alex, "ma abbiamo usato la sua profondità di campo sugli shot dei droni all'inizio della sequenza. E’ molto veloce e potente. Per il resto abbiamo deciso di mantenere il controllo in post-produzione. "

"Octane è un sistema di rendering emergente con una vasta gamma di settaggi” aggiunge, "quindi i settaggi di ogni shot dovevano essere sottoposti a vari ritocchi per ottenere il risultato migliore. Per renderizzare localmente tra macchine diverse è stato fondamentale assegnare le varie scene a ciascuna macchina di conseguenza. Fare questo è stato piuttosto laborioso ma ci ha risparmiato tempo prezioso nel rendering, viste le scadenze così strette. Tutti gli shot sono stati elaborati con Direct Lighting o Path Tracing, in base alla tipologia di materiale usata nella scena”.

Una volta completato il rendering, il lavoro è stato trasferito in post-produzione per migliorare l'aspetto generale e l'atmosfera della sequenza. "Abbiamo esportato le Camere e i Nulli da Cinema 4D ad After Effects e poi abbiamo usato i flares ottici di Video Copilot. Li abbiamo tenuti piuttosto sottili. In riferimento ai bagliori abbiamo scoperto che Octane riesce ad elaborarli molto bene all'interno del tag Camera. Tuttavia li abbiamo leggermente perfezionati in After Effects usando i livelli di rendering”.

“Usare Cinema 4D in collaborazione con Octane ci ha fornito un’ottimo workflow che ci ha permesso di interagire velocemente con il cliente d’oltremare di volta in volta. Inoltre, essendo il rendering GPU una tecnologia piuttosto recente, è disponibile online una community molto attiva dove è possibile trovare dei veloci feedback per la risoluzione dei problemi”.

Nonostante il veloce output di Octane, il progetto ha comunque richiesto lunghe settimane di lavoro fino a tarda notte, è questo ha inciso sul consumo di cibo spazzatura alla Dazzle Ships. "Abbiamo mangiato un sacco di hamburger durante la realizzazione di questo progetto", ammette Alex. “Uno di questi, dal nome piuttosto significativo, “The Devastator”, è alto più di 20 cm ed è stato definito l’hamburger più grande del Regno Unito. Con un buon tempismo riuscivamo a scivolare tranquillamente in uno stato comatoso nell’attesa di un rendering…!"

Steve Jarratt è un giornalista tecnologico di lunga data appassionato di Computer Grafica, con sede in UK.
 
Immagini per gentile concessione di Dazzle Ship.

Dazzle Ship Website:
www.dazzleship.com

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