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Blood Road

Johnny Likens racconta la propria esperienza di direttore artistico per un nuovo film che documenta il viaggio di una mountain biker lungo il percorso Ho Chi Minh Trail.

By Meleah Maynard

Blood Road (https://www.youtube.com/watch?v=XCzVqiN950M), una produzione di Red Bull Media House, quest'anno presente per la prima volta in diversi festival cinematografici, segue una mountain-biker di ultra-endurance, Rebecca Rusch, mentre percorre le 1200 miglia attraverso Vietnam, Laos e Cambogia, lungo il sentiero Ho Chi Minh. Accompagnata dal suo partner, Huyen Nguyen, un mountain-bike racer vietnamita, Rebecca spera di trovare il luogo dove è stato abbattuto 40 anni fa l'aereo del padre, durante la guerra in Vietnam.

Il direttore artistico Johnny Likens (www.johnlikens.com) ha lavorato al documentario a stretto contatto con il regista Nicholas Schrunk. Ha utilizzato anche Cinema 4D, combinato ad altri software, per creare la sequenza d'apertura del film, le info-grafiche, le mappe personalizzate con le visualizzazioni del suolo e per elaborare le riprese video degli archivi storici.

Nel corso degli anni, Likens ha collaborato con diversi importanti studios di New York, incluso "The Mill", "Framestore" e, attualmente, "Method Studios". Tra i suoi maggiori lavori troviamo la creazione delle sequenze d'apertura per "The Night Of" e "FX’s Taboo" di HBO, oltre al film feature "Collateral Beauty". Ha inoltre guadagnato una nomination al daytime Emmy per l'"Outstanding Achievement in Main Title and Graphic Design", ed è stato recentemente aggiunto nella lista 2017 di "Rising Stars Under 30" di Shots Magazine.

Qui Likens racconta del suo ruolo nella creazione di Blood Road (vedi qui il suo motion-design reel:



In che modo sei stato coinvolto nel progetto Blood Road?
JL: Appena terminata la scuola, ho partecipato ad un concorso chiamato Cut&Paste. È qui che ho incontrato Nick Schrunk, che avrebbe presto ottenuto un lavoro alla Red Bull. Nel corso degli anni abbiamo spesso collaborato in molti progetti per Red Bull, quindi, quando Nick è stato incaricato di dirigere il suo primo docu-film, sono stato uno dei primi ad essere contattato.

Potresti descrivere l'emozionante sequenza d'apertura del film?
JL: Gran parte del tempo dedicato a questo progetto l'ho speso nella creazione delle sequenze di apertura. Era una parte davvero fondamentale nel film perchè, oltre a raccontare il retroscena della storia, era necessario introdurre Rebecca, suo padre, e descrivere la cronologia degli eventi. Abbiamo creato l'opening, ma lo abbiamo strappato almeno una decina di volte. Abbiamo demolito tutta una serie di versioni prima di trovare quella che funzionava meglio.

Com'è stato lavorare con il regista, e quali erano le sue visioni?
JL: Ci sono diverse statistiche molto incisive sulla Guerra in Vietnam che la gente purtroppo ignora. Nick ed io abbiamo discusso in modo approfondito di quanto fosse importante comunicare alcune di queste cose senza apparire di parte, irrispettosi o imprecisi.Durante lo sviluppo della parte grafica, era chiaro che alcune immagini dovevano essere fedeli alla realtà, mentre altre potevano essere più astratte e rappresentative. Per fare un esempio, abbiamo ideato una bandiera americana che si sollevava e si abbassava all'interno di un spazio architettonico, che ricorda un monumento ai caduti, per rappresentare quanto l'America di quei tempi fosse in realtà divisa e in un perenne stato di agitazione riguardo a questa guerra. Al contrario, affinché i dati statistici sulle morti colpissero davvero nel cuore le persone, abbiamo cercato di rendere chiara e visivamente accurata la differenza tra i 58.000 soldati americani caduti in guerra rispetto ai 3.000.000 di vietnamiti uccisi.

Per quanto ci hai lavorato?
JL: A più riprese per oltre due anni. Il progetto è durato molto tempo perché ha richiesto molta pianificazione e lavoro di progettazione preliminare anche prima di iniziare con le riprese. Negli ultimi due mesi di produzione, ho arruolato anche un altro collaboratore di talento, Wes Ebelhar (http://www.wesleyebelhar.com/), che mi ha aiutato con le sequenze delle mappe storiche e altri shots animati. Wes è una vera potenza nella progettazione e nell'animazione e non potrei essere più soddisfatto della qualità di lavoro che abbiamo raggiunto.

Cosa ti è piaciuto di più nel lavorare a questo progetto?
JL: La parte che preferisco, in questo caso come in tutti i miei progetti, è la fase iniziale di design. È il momento in cui vengono fatte le scelte creative, ed è molto emozionante pensare a tutte le varie idee e alle possibilità che abbiamo davanti. Ricordo che con Nick era un continuo tira e molla per decidere quale ruolo avrebbero giocato nel film design e animazione. Poi me ne sono andato per qualche settimana, ma quando sono tornato gli ho portato un'enorme quantità di suggerimenti per il design che ci hanno permesso di continuare a lavorare.

Meleah Maynard
è uno scrittore e un editor di Minneapolis, Minnesota.

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